Terry Lee Hale - La biografia "ufficiale"
Hank Williams mori' l'anno in cui nacqui. Me lo ricordo. A chi fece posto?
12 Maggio 1953. San Marcos, Texas, in un appartamento sopra un fornaio. Molto, molto caldo e in Texas, nientemeno. Proprio dura per un aviere di 18 anni e per la diciannovenne figlia di un fattore Norvegese mettere su famiglia. Gli chiesi (molto piu' tardi) se fu vero amore. Disse che pensava di sì a quel tempo, ma non ne era cosi' sicuro in seguito. Dissi, sì, conosco quella sensazione. Non ricordo molto di quei giorni duri e lontani. Mio padre che arriva e uccide un ragno nero dondolante sopra la mia testa. Io che sgattaiolo giu' dalle scale per vedere Zorro alla vecchia TV in bianco e nero. Pasticcio di tonno. L'odore dei fienili e le cavita' di qualche albero di cedro caduto da tempo. Natale e Santa Claus sul tetto.
Mio padre che beveva birra nei weekends e suonava con le dita sullo sgabello seguendo le canzoni alla radio. Il viaggio fuori dal Texas nel retro di una vecchia Nash Rambler insieme alla mia sorellina, traghetti che passano fiumi, Hank alla radio (avrebbe comunque attraversato la mia vita, sempre) e con lui Fats Domino, Tennessee Ernie Ford, Jim Reeves. Il lungo viaggio su fino allo stato di Washington e una nuova vita per lui. Non rividi piu' mia madre fino ai sedici anni quando ormai lei era una perfetta sconosciuta per me. Troppo tardi. Vidi il mio primo suonatore di chitarra in una chiesa Pentecostale dove mia sorella e io dovevamo recarci ogni domenica, una chiesa costruita nel bel mezzo di una palude. Il predicatore e sua moglie si chiamavano Fratello e sorella Bear (orso) e avevano 6 piccoli orsetti. Non c'erano soldi per un piano ma io ricordo la piccola chitarra rossa che suonava (adesso sono sicuro che doveva essere una Fender Mustang!) e come fossi totalmente catturato dal suono (lei suonava la tromba!). Mio cugino piu' grande aveva molti 45 giri e io mi infilavo da lui quando era fuori e suonavo tutti i dischi di chitarra, amavo specialmente Duane Eddy e la sua "40 miles of bad road". Trovai un 78 giri (?) con "Rock around the clock" di Bill Haley sul pavimento di un ripostiglio in cui caddi stufo morto! Ricordo di aver visto i Beatles all'Ed Sullivan Show nel '63 (Domenica sera alle 7?) e aver pensato, questo e' quello che voglio fare! Pregavo mio cugino di mostrarmi come si suona "King of the road". Le ore di esercizi su una vecchia chitarra con corde di nylon. Quei primi accordi in Fa e Si. Il clarinetto nella banda della scuola e la bellezza di quella musica che tutti quegli inetti ragazzini riuscivano a strombazzare. Io, un teppistello dell'esercito, ora - 10 scuole, 12 anni. Niente amici ma una solida immaginazione e la familiarita' con la solitudine che mi porto ancora dietro. Infine Liceo a Yakima, Washington (patria di Gary Puckett and The Union Gap, Oletta Adams e Raymond Carver) e il mio primo vero amico.
Fine dei 60 e mi ritrovo sveglio e vivo. Il mio primo gruppo - ore e ore a suonare piu' forte che potevamo. Il gruppo si chiamava "Jess" e cosa diavolo voleva dire? Il primo concerto che vidi furono i Youngbloods con supporter Mason Profit. Ero sconvolto e ne volevo ancora. Non ho mai capito come si potessero cantare la canzoni degli altri e per questo iniziai a sciverne di mie. "Sleeping With Mother Earth", TLH 1970 (e mi ricordo ancora gli accordi!) fu la prima veramente buona. Comprai la mia prima chitarra col denaro guadagnato raccogliendo frutta in estate con mio nonno - una vecchia chitarra Stella nella quale finii per infilare un piede in un momento di rabbia anni dopo. Fui espulso dal liceo a 17 anni - troppo estremista dissero e "felice di esserlo" risposi io. Me la svignai giu' a San Francisco e Berkeley, California, dove vidi il mio primo concerto blues con John Lee Hooker e anche Van Morrison, Grateful Dead, Hot Tuna, ecc. San Francisco comunque era troppo vicina a cio' da cui fuggivo e cosi' il mio pollice mi porto' verso la East Coast e il grande stato del Maine. La' conobbi i grandi suoni di Woody Guthrie, Bob Dylan, Skip James, Odetta, Lightning Hopkins, Blind Blake e, penso il mio favorito, Rev. Gary Davis.
George Gritzbach, un songwriter che viveva a Cape Cod, mi insegno' a suonare "Freight Train". Passai l'anno successivo per imparare quella e molte altre canzoni. Il mio primo vero concerto fu a Cape Cod insieme a George. Prima di lasciare lo stato di Washington avevo comprato una vecchia Gretch Tennasian per 90 dollari. Ottime condizioni e sono dannatamente sicuro che valesse molto piu' del piccolo amplificatore, mixer, microfono e altoparlanti con i quali la scambiai! Ma volevo essere un solista e avevo bisognio di amplificazione cosi' scambiai quella bella chitarra e ebbi il mio vero spettacolo! Vissi laggiu' per tre anni ma alla fine ando' male e trovai un passaggio verso Washington per lavorare ai frutteti e rifarmi il gruzzolo. Finii per un anno in una band Country & Western a Yakima. 6 notti alla settimana, 4 turni a serata, 20 dollari a notte. Prevalentemente cover che cantava Fred (io ero il solitsta alla chitarra e Bob Hicks il batterista in piedi) nello stile di Marty Robbins. Grande scuola per un giovane chitarrista/cantautore! Una breve sosta nel sud Oregon lavorando alla raccolta del luppolo per tirare su un po' di soldi. Indietro sulla East Coast per un altro tentativo nel mondo del folk ma era troppo soffocante per me cosi' me ne andai a Chicago insieme alla mia prima chitarra di liuteria Froggy Bottom (che mi fu rubata anni dopo dal retro della mia auto a Seattle).
3 giorni dopo il mio arrivo nella Windy City (la citta' ventosa - soprannome di Chicago - NdT) entravo in un piccolo blues bar portando la mia chitarra, sfoggiando le mie frange western e stivali da cowboy. Elsewhere on Lincoln era il nome di quel posto situato nella parte nord, sono ancora la', anche se in uno spazio piu' grande e bello. Una bella ragazza seduta vicino alla porta del bar disse "Hey tesoro, vuoi essere il mio chitarrista?" Mentre lo diceva le scappava da ridere. Avevo appena incontrato la mia futura moglie, la madre di mia figlia e partner musicale per quelli che sarebbero stati i sucessivi sei anni della mia vita. Cantava nello stile di Lil' Greene, Janis Joplin (quanto odiava questo paragone...ma era vero) o di Patsy Cline. Una ragazzona di campagna dal Michigan gia' fornita di due marmocchi ma non me ne importava, mi innamorai e pensavo di avere trovato la compagna ideale! Continuai a viaggiare, solo stavolta con una piccola famiglia, imparando e cercando di assorbire i molti e diversi stili e suoni che fanno degli USA il grande paese musicale che e'. Chicago, Boulder, indietro in Texas, su in Michigan, Denver, Yakima, Denver. Eravamo un duo, con la nostra strumentazione. Io scrivevo tutte le canzoni e lei le cantava col mio accompagnamento con qualche cover infilata per il pubblico dei bar nei quali suonavamo prevalentemente.
Prendevamo 100 dollari a notte allora e io mi svegliavo presto 5 giorni a settimana per andare a lavorare come carpentiere, costruendo le case altrui. Ma non mi importava, ero innamorato, e stavo facendo quello che mi piaceva migliorando di giorno in giorno. Infine, comunque, penso che tutte quelle miglia e ore ci hanno chiesto il loro tributo e la lasciai a Denver. Presi mia figlia Liza (di 4 anni), la mia chitarra e mi diressi verso il Messico dove pensavo di poter trovare qualche Hotel sul mare o in localita' turistiche dove potevano essere interessati ad un autentico American Songwriter. Ha! Nei mesi sucessivi lasciai quasi sempre la mia chitarra nella custodia e guardai, ascoltai ed imparai dai musicisti e cantanti messicani, meravigliosamente dotati di talento. Los Angeles era vicina, ma non avevo un'auto e non c'erano club per cantautori, era quasi il 1983 e Liza doveva andare a scuola. Mi diressi un'altra volta verso nordovest, verso un luogo dove sapevo di poter come minimo trovare lavoro, e poi avevo sentito dire che le scuole a Seattle erano piuttosto buone.
La gente di Los Angeles non mi piaceva e mi faceva paura per il bene di mia figlia! Atterrai a Seattle nel Gennaio 1984 all'eta' di 30 anni. Avevo una figlia di sette anni e possedevo una chitarra, una manciata di canzoni piuttosto buone e una valigia di vestiti. Seattle sarebbe diventato il luogo dove sono vissuto piu' a lungo (fino ad ora). Mi ricordo che gli anni a cavallo del decennio furono buoni per me. Liza cresceva sana e forte e felice a casa come a scuola. Scrivevo canzoni continuamente e mi esercitavo; lavoravo part time come barista nei weekends e arrotondavo facendo il booking agent. Una cosa che amavo della Seattle di quei tempi e' che nessuno ti spingeva ad assomigliare a qualcuno o qualcosa. Eravamo cosi' lontani da tutto il resto (anche geograficamente) che potevi inventarti qualsiasi tipo di sound o suono che volevi.
Questa atmosfera si sarebbe rivelata la migliore per me (e per altri, come si e' scoperto) per raccogliere insieme tutti i suoni e gli stili con i quali ero venuto in contatto nel corso degli anni precedenti. Le platee erano piccole, i club pochi ma non sembrava importare molto all'epoca, anche se sono sicuro che a distanza di tanto tempo i miei ricordi sono distorti e molta della frustazione del vivere fuori dal mondo e' andata dimenticata! Incontrai il mio primo vero batterista (Chris Adams) verso la fine del 1984 e fondammo una piccola band elettrica chiamandoci "Need-a-bass" (ci-serve-un-bassista)! Suonammo una mezza dozzina di show prima di incontrare Jack Endino, che divenne il nostro bassista, e rinominarci "THE ONES". Garage Rock al suo meglio, credo, e un giorno spero di ripubblicare la cassetta/LP con 17 pezzi che incidemmo.
All'epoca continuavo a scritturare gruppi e nel corso dei successivi 6 o 7 anni ebbi un posto in prima fila in un momento musicalmente molto eccitante per Seattle. Questa e' un'altra storia ed e' stata raccontata meglio da altri ma la cosa migliore per me (a parte la musica) e' che lungo la strada incontrai grandi e durevoli amicizie. The Ones finirono dopo un anno e tentai di rimettere in piedi altre bands con Chris ma non riuscii a trovare la giusta combinazione di suonatori, cosi' iniziai a concentrarmi fortemente sullo sviluppo del mio stile chitarristico con accordature aperte e continuai nei miei sforzi compositivi.
Fu a quell'epoca che il mondo torno' ad interessarsi ai cantautori solisti. Fra i pionieri di quegli anni mi ricordo Peter Case, Luka Bloom, Violent Femmes e Michelle Shocked. Nei tardi anni 80 iniziai a fare da supporter per rock band locali (Walkabouts, Screaming Trees, Soundgarden, Danger Bunny, Green Pajamas, Young Fresh Fellows, Skin Yard ecc.) e tentavo di essere il piu' rumoroso possibile per non venire buttato giu' dal palco. Infilandomi in uno studio nelle ore di chiusura riuscii a realizzare la mia prima cassetta/LP "Fools Like Me" nel 1988 con l'aiuto di amici e dell'ingegnere del suono Bruce Calder.
Il resto di questa storia e' ben documentato nei nastri e nei Cd che sono stati pubblicati negli ultimi anni. Credo che l'unica stranezza sia che non sono mai stato legato ad un'etichetta americana (tranne che per una canzone sull'album Sub Pop 200 - 1989). Invece ricevetti una chiamata notturna dall'etichetta tedesca Normal che mi chiedeva se fossi interessato a pubblicare in Europa un CD dalla mia cassetta "Oh What A World". Sicuramente i miei giorni come barista e agente a Seattle stavano finendo, Liza viveva allora con sua madre a Denver e io ero solo e piu' che pronto per un cambiamento. Come sempre nella mia vita, proprio quando penso che non ci siano speranze e non ho un posto dove andare, il Grande Spirito mi carica sulle sue spalle e, se sono fortunato e non mi preoccupo della gravita', mi da' l'opportunita' di provare qualcosa di nuovo e migliore.
Ora passo la maggior parte del tempo in Europa (circa 10 mesi all'anno) ma ho ancora casa a Seattle, anche se e' solo uno stanzino! La mia base e' nell'ovest della Francia ma viaggio molto e sono molto impegnato nei concerti. Liza adesso ha 22 anni e' madre di una bambina e vive vicino a New York col suo uomo. Non sono sicuro di quello che il futuro mi riservera' ma credo che sia normale. Senza dubbio mi piacerebbe vedere altre parti del mondo. Mi sto stancando del "Western Whitey World" (mondo bianco occidentale), come lo chiama il mio amico Vic Chesnutt, puo' essere che questa sensazione mi aprira' nuove porte. Come ha detto qualcuno "che strano, lungo viaggio e' stato", ma ne ho appezzato ogni minuto! Onestamente dovrei dire che ho qualche rimpianto ma credo che anche questo sia normale. Ed e' certamente un pozzo dal quale pescare ispirazione per qualche canzone!
Ci sara' dell'altro...e ci vediamo da qualche parte sulla strada.
Dio vi benedica
